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Turismo lento: un nuovo modo di viaggiare!

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Turismo lento: cos’è e perché tutti ne parlano ?

Ho partecipato al corso online di Federica.EU – il portale di web learning dell’Università di Napoli Federico II – dedicato al “Turismo lento”.

L’articolo è il frutto di questo percorso e di una mia personale ricerca in ambito “slow tourism”. 

 

Turismo lento: una filosofia di vita

Il turismo lento è un modo di viaggiare e al tempo stesso una filosofia di vita.

Un nuovo modo di vivere il viaggio.

 

Viaggiare non è solo arrivare a destinazione ma gustarsi il viaggio e trasformarlo in un’opportunità di crescita e perché no, di cambiamento personale.

 

Viaggiare lento significa dare la priorità alla qualità del tempo che intendiamo trascorrere in un paese nuovo, puntando all’esperienza e alla conoscenza dei cibi tipici, delle tradizioni e della gente del posto.

Viaggiare lento, vuol dire scoprire il paesaggio, la storia e la cultura, locali.

Il turismo lento ti permette di scoprire borghi, parchi, itinerari a piedi. Il turismo lento è fatto di arte, storia, cultura, natura e paesaggi.

Il turismo lento, è un turismo completo.

Ecco perché tutti ne parlano.

Sei mai stato in un albergo diffuso ? Leggi QUI!

 

Turismo lento: un viaggio diverso ?

Il turismo lento non conosce tempi predefiniti.

Il viaggio diventa un vero e proprio percorso interiore – diretto verso una metà precisa da raggiungere ma lentamente – apprezzando tutto quello che “sta nel mezzo” e con questo, intendo gli imprevisti che si possono verificare, le abitudini che a volte è necessario cambiare quando si viaggia, le nuove relazioni che si possono stringere, strada facendo.

Da questo punto di vista, possiamo dire che il turismo lento è un modo di viaggiare diverso.

 

Scopri gli itinerari a piedi all’Abetone!

 

Turismo lento: un esempio

Il turismo lento si sposa alla perfezione con gli itinerari a piedi.

Pensate per esempio, all’ultima volta che avete visitato un piccolo borgo o un parco naturale: sicuramente eravate a piedi. Forse, in bicicletta.

Ma la vostra lentezza, il vostro fermarsi lungo il tragitto, vi avrà permesso di apprezzare il mare, i monti, i panorami.

Vi sarete rifocillati, gustando un piatto tipico del luogo.

Avrete visto l’interno di un locale che vi ha ispirato oppure avrete scoperto il ristorante dove poi avete mangiato, curiosando in giro, alla ricerca del posto giusto.

In questo modo, avrete dato un senso diverso al vostro viaggio.

Sarete usciti dalle zone tipiche del turismo di massa per scoprire nuovi percorsi, dove avreste camminato anche a piedi nudi, come facevate quando eravate bambini e vi sentivate leggeri come una piuma.

Poi, un giorno come un altro, avete deciso di imboccare una strada diversa e cambiare prospettiva, riorganizzando il vostro itinerario e le vostre priorità.

Con uno sguardo più attento, avrete visto la vostra città o il vostro paese, con occhi diversi.

Vi sarete trovati a fissare con curiosità, il particolare architettonico della facciata di un palazzo, che avete visto mille altre volte, ma quel giorno vi è sembrata diversa, come se non l’aveste mai vista prima.

Se vi è capitata una cosa simile, allora potete dire di aver sperimentato quello che viene definito “Turismo lento”.

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Turismo lento e attento

Non confondiamo la lentezza con la noia. In un viaggio lento ci può essere sempre un po’ di avventura.

Sono sicura che sarà successo anche a voi che state leggendo questo articolo, di vivere un “fuori programma”: qualcosa che è successo e che non avevate programmato.

A volte, basta far prevalere la propria curiosità personale, per aggiungere quel pizzico di avventura in più, senza – ovviamente – mettere in pericolo noi stessi e gli altri.

Quello che intendo dire, è che qualche volta possiamo permettere alla strada di guidarci. Sia che siamo a piedi o in bicicletta o lungo un itinerario prestabilito.

Che ne dite di fermarvi, ascoltare i suoni che vi circondano, assaporare i profumi, gli odori, parlare con le persone del luogo e trasformare il viaggio in una vera e propria esperienza di vita ?

Non è poi così male, vero ?

Tutto questo è possibile se procediamo in modo lento e attento, lungo la strada che abbiamo deciso di percorrere.

 

Turismo lento e ricordi

Quando viaggiamo in modo lento, non siamo mai soli.

A farci compagnia ci saranno coloro che incontreremo lungo il nostro cammino.

Ogni persona che incontriamo ha una storia da raccontare e ascoltandola, impareremo qualcosa su noi stessi e sul mondo che ci circonda ma soprattutto avremmo un ricordo in più, da portare a casa con noi.

Viaggiare lentamente e confrontarsi con gli altri, ci permette di interrogarci sul senso della nostra vita, di rivedere i nostri obiettivi e immaginare un futuro diverso.

Viaggia, ascolta, ricorda. 

 

“Partire è mettersi in marcia e aiutare gli altri a costruire un mondo più giusto e più umano“.

(Hélder Pessoa Câmara – arcivescovo cattolico brasiliano)

 

 

Turismo lento: dove?

Il turismo lento non ha luoghi predeterminati. Può essere praticato ovunque.

E’ un turismo che va alla ricerca di emozioni, di tempo da dedicare a se stessi e alla scoperta delle radici di un luogo, per potersi confrontare, porsi delle domande e trovare un senso diverso al proprio modo di essere.

 

Turismo lento: quando ?

Risponderò a questa domanda, dicendovi che ogni giorno e ogni viaggio è un’occasione per rinascere e ricominciare.

Ogni viaggio, anche il più breve che farete – vicino a casa – è un’occasione per vedere i colori dei fiori che profumano il ciglio della strada che state percorrendo.

Ogni stella che vedete, può illuminare il buio sopra la vostra testa.

Aspettate di sentire i suoni della natura, prima di chiudere la porta di casa e andare a dormire.

Sono sicura che – in modo più lento e più attento – potrete sentirvi finalmente liberi e lasciare andare le vostre emozioni.

Anche questo è viaggiare.

 

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