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Toscana accessibile: itinerario di 1 giorno alla scoperta del Chianti!

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Toscana accessibile. Itinerario di 1 giorno alla scoperta del Chianti e del Castello di Albola

 

E’ finalmente primavera e le giornate si fanno ideale per brevi fughe dalla quotidianità.

A volte sembra che non ci siano possibilità allettanti per le persone con disabilità motoria, soprattutto se pensiamo alla Toscana.

Ci vengono sempre in mente il mare e le lunghe passeggiate per i viali di Viareggio, ma la Toscana accessibile esiste e non solo su strade pianeggianti o al mare.

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Toscana accessibile: itinerario di 1 giorno nel Chianti

La Toscana è famosa ovunque per le sue colline e il suo vino e allora perché non pensare a un’uscita accessibile in sedia a rotelle proprio in questo senso?

Partire da Firenze la domenica mattina e scappare in Chianti è fattibile, anche in sedia a rotelle.

Il Castello di Albola, a Radda in Chianti, è un chiaro esempio di turismo accessibile in piena collina toscana.

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Potrete togliervi così la voglia di vedere spazi immensi e di naturale bellezza, ma anche di assaggiare del buon vino.

Un luogo, il Castello di Albola, che nonostante i suoi mille anni – la sua storia risale al 1010 d.C. – riesce ancora oggi a regalarvi tutti i sapori del Chianti in un contesto ristrutturato tenendo conto anche dell’accessibilità.

 

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Toscana accessibile. La zona del “Chianti classico”

Siamo nella zona del Gallo Nero, il Chianti Classico per cui la Toscana è famosa in tutto il mondo.

Al Castello di Albola potrete accedere a una degustazione – prenotate che è più sicuro e vi permetterà di essere accolti in modo adeguato alle vostre esigenze – e alla visita dei sui 900 ettari di terreno, di cui 150 a vite.

Non è un castello classico, almeno non come me lo immaginavo. È composta da tante ville e casali, sparsi sul terreno di proprietà.

Ma voi dovete puntare alla cima, alla villa padronale: il Cassero di Albola.

Grazie alle ristrutturazioni sapienti, sotto la guida della famiglia Zonin, tutto il Cassero è visitabile in sedia a rotelle, comprese le cantine, dove gli spazi sono enormi.

Peccato per il gradino che permetterebbe la vista della riserva privata della famiglia.

Io mi sono fatta aiutare – mi hanno sollevata con tutta la sedia – e ho potuto così mostrarvela in tutta la sua bellezza.

Zonin, quando cercava le terre da acquistare per espandere il suo nome e la sua produzione, ha detto di questo posto:

 

Un colpo di fulmine. Perché il valore aggiunto di Pian d’Albola è – per dirla con Shakespeare – che è fatto della stessa sostanza dei sogni.”

 

Post in collaborazione con Sofia Riccaboni di MammaHaLeRotelle

 

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1 Comment

  • Reply
    Falupe
    6 Maggio 2019 at 9:05

    Adoro questa parte di Toscana. Colline morbide, casolari da sogno e ottimo vino. Ristrutturare una tenuta come questa con il pensiero all’accessibilità è segno di grande intelligenza e attenzione

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