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La spuma toscana: un viaggio gassoso tra acqua & zucchero!

spuma toscana

La spuma toscana. Un viaggio gassoso alla scoperta di un’antica tradizione

L’artista Ivan Graziani, negli anno ’80 cantava così:

“Come va?
Sei ancora addormentata città da sempre amata, perduta e mai riconquistata.
E il ricordo è così lontano di un bicchiere di spuma freddo nella mano.”
(Ivan Graziani, Signora bionda dei ciliegi)

La spuma toscana, così come il caffè, rappresenta una vera e propria tradizione italiana e in particolare, della Toscana.

spuma toscana

Ma che cos’è la spuma ?

Si tratta di una bevanda analcolica composta da acqua gassata, zucchero, caramello e aromi vari.

Sembra che il termine “spuma” sia la traduzione della parola inglese ‘soda’ (bibita gassata analcolica a base di zuccheri).

La spuma si è diffusa in Italia intorno al 1920. All’inizio, c’era la cosiddetta “spuma nera”, quella cioè a base di chinotto, poi si passò alla “spuma bionda” a base di un infuso di uva e altri aromi mescolati al caramello.

Qualche anno più tardi arrivarono la spuma al Bitter e quella al Ginger.

A questo proposito, vi segnalo una ricetta: i “gamberi con spuma di bitter all’arancia”, ottima per un aperitivo e finger food…insieme!

Ma la vera spuma toscana, ricordatevi…è quella “bionda” 🙂 .

spuma toscana

Spuma toscana e altre bevande gassose. Un po’ di storia

Parlando di bevande gassate, non possiamo dimenticare la più antica di tutte, cioè la gassosa.

Le sue origini risalgono al lontano 1800, quando alcuni artigiani siciliani iniziano a produrre questa bevanda mescolando acqua, zucchero e limone.

La bevanda veniva poi sottoposta a fermentazione naturale: cioè esposta direttamente al sole affinché si potessero formare in modo naturale le famigerate “bollicine”.

Nasce così la figura del “gassosaio”, cioè colui che vendeva nelle strade e nelle piazze, la gassosa, nelle classiche bottigliette di vetro, tappate rigorosamente con il sughero.

Non possiamo dimenticare la mitica cedrata Tassoni, nata da una azienda tutta italiana – la Cedral Tassoni – fondata nel 1793 a Salò, in provincia di Brescia.

spuma toscana

La spuma toscana. Una scoperta in Val d’Orcia

Durante un viaggio tra il Parco Naturale della Val d’Orcia e il Monte Amiata, mio marito ed io abbiamo scoperto un’azienda – la Papini srl – che distribuisce bevande analcoliche prodotte con acque surgive del Monte Amiata che sgorgano ad oltre 1200 mt. di altitudine.

spuma toscana

La spuma in Toscana

In Toscana, la classica spuma bionda si trova pressoché ovunque: nei bar, nei ristoranti.

Al bar, si è soliti chiedere “un pezzo salato e una spuma bionda” oppure il cosiddetto “mezzo e mezzo”, cioè il vino allungato con la spuma. Quest’ultimo sono rimasti in pochi a chiederlo, ma negli anni ’60 andava molto di moda.

Pensate che nel 2011 la spuma bionda è stata nominata la bibita ufficiale del Carnevale di Viareggio. Per l’occasione furono prodotte e distribuite oltre 5000 lattine con l’immagine del Burlamacco, il simbolo indiscusso del Carnevale.

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La spuma nelle altre regioni d’Italia

La mia amica Ylenia del blog, Viaggia con Yle – Il travel blog del Friuli Venezia Giulia, mi ha detto che oggi in Friuli Venezia Giulia è impossibile trovare la spuma in un bar.

Lo stesso vale quanto meno per la città di Genova, dove la mia amica Monica del blog In Viaggio con Monica, mi dice che di spume bionde…neanche l’ombra!

Niente spuma bionda in Emilia Romagna, in Sardegna, in Calabria e nel Lazio.

In Veneto invece, la mia amica Angela, mi scrive che “si vive di spuma e spritz!”.

La mia amica Elena di Erice, in provincia di Trapani mi conferma che la spuma bionda c’è.

Se vuoi contribuire ad arricchire questo articolo

Se sai dove è possibile trovare la “spuma bionda”

Se hai qualche curiosità da raccontarmi

Scrivimi!

 

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